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Text by Andrea Viliani

Cittàlimbo Archives, l’opera di Brigataes presentata nel contesto della collezione del Madre [Per_formare una collezione: per un archivio dell'arte a Napoli #2) e prodotta dalla Fondazione Banco di Napoli, occupa uno spazio-tempo diffuso e liminare all'interno del museo, inserendosi non solo nelle sale espositive - dove entra in dialogo con le altre opere del progetto Per_formare una collezione - ma anche nelle aree di servizio del museo stesso.

Su una decina di monitor televisivi sparsi fra la biglietteria e la libreria all’ingresso, la caffetteria, le sale del secondo piano, i bagni, le scale di raccordo fra i piani, campeggiano i volti di uomini e donne, tracce video mute trasmesse in loop.

Nella saletta di lettura della Biblioteca al primo piano, l’opera assume l’aspetto di un possibile archivio unitario: al centro di alcune pile di monitor televisivi (alcuni accesi con effetto flickering, altri spenti), un monitor trasmette le stesse tracce video intraviste visitando il museo ma, in questo caso, con l'audio attivato. Sedendosi su una poltrona, e utilizzando un trackpad, è possibile per il visitatore del museo interagire con la "schermata" che compare sul monitor centrale e selezionare il "programma" da seguire. In realtà, questi di Brigataes, non sono né "programmi televisivi" né "schermate di computer", ma documenti di un archivio audio-video in formazione. Oscillante fra passato e presente. Storia e storie, critica e storytelling.

Raccogliendo le testimonianze dei protagonisti (artisti, critici, curatori, galleristi. collezionisti) che hanno concepito e prodotto, scritto ed esposto, diffuso e collezionato la storia dell'arte a Napoli dal 1950 al 1980, Cittàlimbo Archives si dispone come un ipertesto della collezione stessa del museo, fornendone non solo il supporto di una documentazione contestuale, ma dando la parola – con tutto il portato di apertura e ambiguità che ciò comporta anche rispetto alla distanza critica propria della funzione museale - ai protagonisti stessi.

Le loro storie sono quelle che, a Napoli, hanno contribuito a costituire la Storia dell’arte di tre decenni.

A partire dal 2010, Brigataes ha registrato un centinaio di queste testimonianze che, nel loro caleidoscopico insieme, compongono appunto quella che nel frattempo è diventata la Storia dell'arte contemporanea a Napoli: accumulando una memoria plurima, intersoggettiva e fluttuante fra dato storicizzato e opinione personale, strategia consapevole e rimozione inconsapevole. Brigataes ha posto le proprie domande, innescando reazioni e attivando meccanismi di racconto diversificati, l quali, nel loro insieme, restituiscono la complessità di momenti storici e di un ambiente culturale determinanti sia per la trasformazione dell'arte italiana del secondo '900 sia per identità stessa de! museo Madre, deputato a conservarli e trasmetterli.

Cittàlimbo Archives riscrive in questo modo la neutralità dell’archivio come un racconto a più voci, composto tanto dalle storie individuali quanto dalle relazioni fra queste storie, frammenti di una possibile Storia generale in cui il singolo documento si fa vettore di una conoscenza dialogica e diacronica.

E se, per Brigataes, "non c'è arte senza opere, ma non c’è opera senza produttore e contesto", Cittàlimbo Archives si fa collezione non di opere (oggetti), ma di persone (soggetti), configurando il Madre come "museo di esistenze", e non solo "di documenti artistici".

Seduti di fronte, quasi sospinti a una temporanea intimità, il testimone e chi ne raccoglie la testimonianza, il passato e il presente, si incontrano.

Nelle sue assonanze con l’arte memoriale consapevole del suo possibile fallimento e sparizione di Christian Boltanski o con le tassonomie di Bernd e Hilla Becher in cui ciò che si archivia si salva tramite una procedura di acquisizione in memoria, Cittàlimbo Archives rintraccia e ricarica anche pratiche e supporti storici della video-arte quando essa praticava, fra gli anni Sessanta e Ottanta (gli stessi ripercorsi da Cittàlimbo Archives), un uso massiccio di apparecchi televisivi quale materia prima delle installazioni.

Antinomie continue, come c'era da aspettarsi da Brigataes, che torna ad esporre al Madre, nel contesto della collezione permanente, dopo la mostra personale No Lives Were Lost del 2009.


Brigataes.Cittàlimbo Archives.veduta installazione con Acconci.MADRE.Napoli.2016.ph.Biagio Ippolito


Cittàlimbo Archives, the work of Brigataes presented in the context of the Madre collection [Per_formare una collezione: per un archivio dell'arte a Napoli #2) and produced by Fondazione Banco di Napoli, occupies a space-time diffused and liminal inside the museum, joining not only in the exhibition halls - where he joins the other works of the project Per_formare una collezione - but also in the museum's service areas.

About a dozen television screens scattered between the ticket office and the bookstore at the entrance, the cafeteria, the second floor rooms, the bathrooms, the staircases between the floors, boast faces of men and women, mute video tracks transmitted in loop.

In the reading room of the Library on the first floor, the work assumes the appearance of a possible unit archive: at the center of some stacks of TV monitors (some lit up with flickering effect, other lights off), a monitor transmits the same video tracks intriguing by visiting the museum but, in this case, with the audio activated. Sitting on an armchair, and using a trackpad, it is possible for the visitor to interact with the "screen" that appears on the central monitor and select the "program" to follow. In fact, these of Brigataes are not "television programs" or "computer screens", but documents of an audio-video archive in training. Oscillating between past and present. History and stories, criticism and storytelling.

Collecting the testimonies of the protagonists (artists, critics, curators, gallerists, collectors) who conceived and produced, written and exposed, spread and collected the history of art in Naples from 1950 to 1980, Cittàlimbo Archives has as a hypertext of the collection The museum itself, providing not only the support of contextual documentation, but giving the word - with all the openness and ambiguity that this also entails with respect to the critical distance of the museum function -  to the protagonists themselves.

Their stories are those that, in Naples, contributed to constitute the History of art of three decades.

Since 2010, Brigataes has recorded a hundred of these testimonies, which in their kaleidoscopic together form precisely what has become the History of Contemporary Art in Naples in the meantime: accumulating a multitude, intersubjective and fluctuating memory between historic and personal opinion, conscious strategy and unconscious removal. Brigataes asked their own questions, triggering reactions and activating diversified narrative mechanisms, which, together, give back the complexity of historical moments and a cultural environment that is crucial both for the transformation of Italian art from the second century and by same identity of Madre museum, deputy to preserve and transmit them.

In this way, Cittàlimbo Archives rewrites the archival neutrality as a multi-voiced story, composed both of individual stories and relationships between these stories, fragments of a possible general History in which the single document becomes a vector of dialogic and diachronic knowledge.

And if, for Brigataes, "there is no art without works, but there is no work without a producer and context", Cittàlimbo Archives is a collection not of works (objects), but of people (subjects), configuring Madre as “museum of existence", and not just "of artistic documents".

Sitting in front, almost suspended in a temporary intimacy, the witness and who collects the testimony, the past and the present meet.

In his associates with the memorial art aware of his possible bankruptcy and disappearance by Christian Boltanski or with the taxonomies of Bernd and Hilla Becher, where archiving is saved through a memory acquisition process, Cittàlimbo Archives traces and recharges also the practices and media backing of video art when it was practiced, between the sixties and eighties (the same ones are retrieved by Cittàlimbo Archives), a massive use of television equipment as raw material for the installations.

Antinomies continued, as expected by Brigataes, who returned to exhibit to Madre, in the context of the permanent collection, after the personal show No Lives Were Lost of 2009.